BAGNI DI FORESTA CON AUSER TOSCANA: L’ESPERIENZA NEL PARCO REGIONALE DI S. ROSSORE MIGLIARINO MASSACIUCCOLI
Premessa e Contesto
Durante la primavera di quest’anno si sono svolte due interessanti esperienze di “bagno di foresta” (Shinrin-yoku) a beneficio dei soci dell’Auser Toscana, nell’ambito di un accordo tra quest’ultima Associazione e la Regione Toscana volto a favorire corretti stili di vita e attività proattive nella popolazione anziana.
L’UOC di Educazione e Promozione della Salute dell’Asl Toscana Nord Ovest ha coinvolto due operatori sanitari, la Dr.ssa Maria Colonna medico e il Dr. Marco Verdone medico veterinario omeopata, che hanno condotto le persone durante i percorsi esperienziali svolti in due zone diverse del Parco Regionale di S. Rossore Migliarino Massaciuccoli. Quest’ultimo è uno dei più estesi e interessanti sistemi forestali della costa toscana abbracciando circa 24.000 ettari tra pinete, boschi di latifoglie, zone umide e cordoni dunali. La ricchezza ecosistemica di questo territorio lo rende un contesto ideale per pratiche di immersione nella natura orientate al benessere psicofisico.
Le due uscite si sono inserite in un percorso più ampio di promozione della salute rivolto agli anziani, fondato sul riconoscimento del valore terapeutico e preventivo del contatto prolungato e consapevole con l’ambiente naturale, in piena sintonia con le più recenti evidenze scientifiche in materia di eco-terapia e medicina forestale.
Il Bagno di Foresta: Fondamenti Teorici e Scientifici
Il bagno di foresta, nato in Giappone negli anni Ottanta come pratica di salute pubblica denominata Shinrin-yoku(letteralmente “bagnarsi nell’atmosfera della foresta”), è oggi riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale come un intervento efficace per la salute.
Le ricerche dimostrano che l’immersione sensoriale nella natura produce effetti misurabili su:
- Sistema nervoso autonomo: riduzione dell’attività simpatica (risposta allo stress) e aumento del tono parasimpatico (risposta di rilassamento);
- Sistema immunitario: incremento dell’attività delle cellule NK (Natural Killer), attribuito in parte ai fitoncidi (composti organici volatili – BVOC) rilasciati dalle piante;
- Parametri cardiovascolari: riduzione della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca;
- Salute mentale: diminuzione dei livelli di cortisolo, riduzione di stati ansiosi e depressivi, miglioramento dell’umore e del benessere percepito;
- Attenzione e funzioni cognitive: recupero dell’attenzione spontanea secondo la teoria ART (Attention Restoration Theory) di Kaplan.
L’approccio adottato nelle due esperienze ha integrato la dimensione ecologica con quella di medicina olistica, in un quadro multidisciplinare che ha valorizzato il dialogo tra specie umana e ambiente naturale.
Le immersioni nel bosco
La presenza congiunta delle due figure mediche dell’UOC di Educazione e Promozione della Salute ha garantito un approccio integrato di One Health, capace di cogliere sia le dimensioni biomediche dell’esperienza sia quelle relazionali ed ecosistemiche, offrendo ai partecipanti una chiave di lettura ampia del proprio benessere in relazione all’ambiente.
La prima esperienza è stata realizzata il 7 aprile con 15 persone della sezione Auser di Pontedera presso la Tenuta di San Rossore, cuore storico del Parco, area di eccezionale pregio naturalistico che si estende tra i fiumi Arno e Serchio. La foresta di San Rossore, per la sua continuità e maturità strutturale, offre una concentrazione di fitoncidi particolarmente elevata.
La seconda esperienza si è svolta il 26 maggio presso la Riserva naturale della Lecciona, a cavallo tra Torre del Lago e Viareggio, con circa 35 persone delle sezioni Auser di Viareggio-Versilia, Lucca e Massa Carrara.
In entrambi i casi i paesaggi sono dominati da grandi pinete costiere alternate a boschi igrofili con pioppi, ontani e salici, e attraversato da canali e specchi d’acqua.
La scelta di questi luoghi ha risposto anche alla necessità di un ambiente facilmente accessibile e con sentieri idonei a un gruppo di adulti e anziani.
L’attività pratica si è svolta con un momento di accoglienza, presentazione del programma e del gruppo. A seguire un’introduzione teorica al bagno di foresta e un esercizio preparatorio di meditazione e respirazione guidata. Il concetto fondamentale che è stato espresso riguardava l’invito a vivere il bosco in modo consapevole, non come semplice luogo da attraversare ma come comunità vivente che respira, comunica, ci avvolge e ci inonda di immagini e benefici cocktail odorosi (BVOC: Biogenic Volatile Organic Compounds). L’immersione nel bosco è stata preventivamente tarata rispetto a una lunghezza adeguata del percorso, focalizzando l’attenzione su un cammino lento e silenzioso.
Il tragitto è stato intervallato con “inviti sensoriali”: brevi soste durante le quali i partecipanti venivano guidati a soffermarsi su un singolo senso alla volta (percepire il terreno sotto i piedi, osservare con rinnovato interesse gli alberi maestosi piuttosto che il singolo fiore, ascoltare tutti i suoni del bosco, toccare le diverse texture di cortecce e foglie, respirare profondamente l’aria arricchita di fitoncidi).
Il passo ridotto è stato funzionale all’abbandono della modalità “performance” e all’attivazione del sistema parasimpatico.
Altro momento di consapevolezza è stata l’osservazione naturalistica guidata, orientando l’attenzione del gruppo verso gli esseri viventi del bosco (vegetali, uccelli, funghi, ecc.), stimolando una percezione di appartenenza all’ecosistema in una visione olistica di interdipendenza.
L’esperienza si è conclusa con un Cerchio di condivisione per la restituzione delle percezioni, emozioni, commenti e suggerimenti per il futuro.
Conclusioni e Prospettive
Il progetto si è rivolto a una popolazione — i soci di Auser Toscana — particolarmente meritevole di attenzione dal punto di vista della salute pubblica. L’invecchiamento attivo, la prevenzione delle malattie cronico-degenerative e il contrasto all’isolamento sociale sono obiettivi di salute pubblica prioritari, ai quali il bagno di foresta può contribuire in modo significativo, economicamente sostenibile e profondamente rispettoso della dignità e dell’autonomia delle persone.
La presenza congiunta di un medico e di un medico veterinario omeopata si è rivelata uno dei punti di forza maggiori del progetto. Le due figure hanno offerto prospettive complementari e sinergiche:
- Il medico ha garantito la cornice clinica e preventiva, traducendo le evidenze scientifiche in pratiche accessibili e sicure per il gruppo;
- il medico veterinario omeopata ha introdotto una visione ecosistemica e biocentrica, ricordando ai partecipanti che sono parte di un sistema vivente più ampio, non semplici fruitori della natura.
Questa integrazione ha dato profondità e originalità all’esperienza, distinguendola da una semplice passeggiata e qualificandola come vera e propria pratica di promozione della salute.
Queste due esperienze di “bagno di foresta” confermano la validità e l’efficacia di questo approccio per la promozione della salute degli anziani. Il radicamento in un territorio di eccezionale pregio naturalistico come il Parco di San Rossore Migliarino Massaciuccoli, la conduzione professionale e multidisciplinare e la cornice associativa dell’Auser hanno creato le condizioni per esperienze genuine, profonde e trasformative.
Il progetto ha dimostrato che è possibile fare promozione della salute in modo innovativo, basato sulle evidenze scientifiche e al tempo stesso attento alla dimensione relazionale, spirituale ed ecosistemica dell’essere umano.
