Tag Archives: libertà

NELLE TERRE DI NESSUNO

NELLE TERRE DI NESSUNO
Dalla dimensione del vuoto al riconoscimento della persona umana
di Lorena Lidia Capilleri

“C’è da non crederci. Iniettano odio nelle vene. Fabbricano mostri, là dentro. E’ proprio quello che vogliono, quegli imbecilli. Sono convinti che fermeranno il crimine adottando il pugno di ferro. Già. Non riesco proprio a crederci, voglio dire al mondo che hanno Scelto di costruire le prigioni. Poi le riempiono con dei fottuti coglioni che scontano pene per storie di droga da quattro soldi. Li trasformano in pazzi criminali, e poi li mettono fuori tra la gente normale. E’ come se allevassero pazzi criminali in serra.”
Edward Bunker (Cane mangia Cane)

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Intervista a Marco Verdone su Liberi.tv

Liberi.tv (Liberi spazi di parola)
Spazio Life 7 dicembre 2012

Giovanna Devetag
 conversa con Marco Verdone, medico veterinario omeopata, consulente veterinario Casa di Reclusione Gorgona Isola, nonchè autore del libro “Ogni specie di libertà – Carta dei diritti degli animali dell’isola di Gorgona. Il sogno di un mondo migliore per tutti i viventi”, Altreconomia Edizioni.

Cliccando sull’immagine vedi e ascolti l’intervista (per motivi tecnici l’intervistato non appare).
Clicca qui per ascoltare l’intervista

Commento di Marco Verdone
Grazie a Giovanna Devetag e a Liberi.tv per l’ospitalità e la competenza con la quale è stata preparata la puntata. Ci sarebbero state molte altre cose the dire ma speriamo in altre occasioni future. Ho notato un piccolo errore che ho fatto quando parlavo della parola “educare”. Pensando al suo collegamento con le “emozioni l’ho fatta derivare da “ex movere”, invece ovviamente è “ex ducere”. Il concetto comunque è simile perché riguarda un movimento verso l’esterno, una centrifugazione che ci aiuta anche a curare (vedi legge di Hering in omeopatia). Rispetto invece al delicato e sofferto argomento della macellazione, ripeto che la Carta lo affronta con la speranza di superarlo attraverso un processo di emersione, riflessione, discussione e ricerca di percorsi alternativi. Non è semplice ma riteniamo sia giusto farlo nonostante le numerose difficoltà che questo comporta. Un caro saluto.

Finalmente una carta dei diritti degli animali / di Fabio Balocco

Finalmente una carta dei diritti degli animali
di 
 | 28 novembre 2012
Il Fatto Quotidiano 

 

Marco Verdone è dall’anno 1989 il veterinario responsabile presso il carcere dell’isola di Gorgona, nell’Arcipelago Toscano. Voi vi domanderete cosa c’entri un veterinario con un carcere. Un medico, sì, ma un veterinario?

C’entra, eccome, visto che quello di Gorgona è un carcere del tutto anomalo, in cui idetenuti sono di massima tenuti  a svolgere compiti all’aria aperta, nella campagna circostante, in cui si esercitano, tra le varie attività anche quelle agricole e di allevamento di animali.

 

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Sull’isola di Gorgona per difendere i diritti della mucca Valentina

Sull’isola di Gorgona per difendere i diritti della mucca Valentina

Il libro “Ogni specie di libertà” lancia l’idea delle adozioni a distanza per salvare dal macello ovini, bovini e galline (*)

In 36 articoli Marco Verdone, veterinario del carcere, apre una riflessione sul rapporto fra umani e non umani


di Elisabetta Arrighi

IL TIRRENO sabato 17 novembre 2012 (CLICCA QUI E LEGGI TUTTO)

(*) L’idea è di salvare OGNI essere senziente, senza distinzioni di specie. La libertà dell’uomo e la sua condizione di pace con il resto dei coinquilini di questo straordinario Pianeta, passa attraverso una riconciliazione con con gli ultimi, i più deboli, quelli che non hanno voce e che subiscono OGNI forma di sopruso e violenza. Tra questi individui troviamo gli animali con le grandi e urgenti QUESTIONI che pongono a noi umani. Non possiamo voltare loro le spalle. (l’Autore)

Presentazioni del libro OGNI SPECIE DI LIBERTA’

Presentazioni del libro
OGNI SPECIE DI LIBERTA’
con Marco Verdone a altri Autori

  • MERCOLEDI’ 31 OTTOBRE – Libreria la Feltrinelli PISA – ore 17.00 (nel giardino interno della libreria. La presentazione potrà essere annullata in caso di pioggia)

  • VENERDI’ 16 NOVEMBRE – Libreria la Feltrinelli LIVORNO – ore 18.00
  • SABATO 17 NOVEMBRE – Associazione Raphael (Centro Studi Medicina Naturale) – Pappiana (Pisa) –
    Via Cavalieri, 46 – ore 17.00
    (con cena condivisa)
  • VENERDI’ 14 DICEMBRE – Newroz Spazio Antagonista – Via Garibaldi, 72, Pisa (orario da definire)

Per info: 347 36 25 185

Gorgona a Rai Radio 1: “Inviato speciale” di Rita Rocca

L’ISOLA SENZA SBARRE
di Rita Rocca

Un lungo reportage in 2 puntate dall’isola di Gorgona (LI)

QUI LA I PUNTATA (sabato 20 ottobre 2012): come vivono e lavorano i detenuti sull’isola. Read More

Per ogni specie di libertà Uomini e animali, fuori dai recinti

Per ogni specie di libertà 
Uomini e animali, fuori dai recinti

di Leonora Pigliucci
su Asinus novus il 26.10.2012
Apparso su Gli Altri. La Sinistra quotidiana il 26/10/2012

Gorgona – che dal latino gurges allude al vortice, ciò che ti afferra e ti trascina con sé per trasformarti – è l’ultima isola carceraria d’Italia, punta settentrionale dell’arcipelago toscano, dove ha luogo un inedito laboratorio di formazione e di dignità della carcerazione che coinvolge 70-80 detenuti alla volta, oltre a una schiera di detenuti non umani, mucche, pecore, capre, maiali, asini, cavalli e galline e diverse famiglie di api. La quotidianità dell’allevamento è per i carcerati occasione non solo di assunzione di responsabilità, di lavoro e di formazione, ma anche, e soprattutto, di meraviglia, di relazione e di cura destinata a risolversi in una contraddizione finale: l’arbitrio della macellazione, verso cui gli animali si avviano docilmente, ignari e fiduciosi in chi che se ne è fino all’ultimo preso cura. Read More

Ogni specie di libertà di Marco Verdone

OGNI SPECIE DI LIBERTA’
di Marco Verdone

Carta dei diritti degli animali dell’isola di Gorgona.

Il sogno di un mondo migliore per tutti i viventi

in distribuzione dal 15 settembre
disponibile anche sul sito di Altreconomia 

http://www.altreconomia.it/site/ec_articolo_dettaglio.php?intId=194 Read More

Intervista a Marco Verdone di Davide Majocchi (Liberazioni)

Questa intervista parte dalla lettura del libro Il respiro di Gorgona. Storie di uomini, animali e omeopatia nell’ultima isola-carcere italiana (Libreria Editrice Fiorentina, Firenze 2008), in cui Marco Verdone racconta la vita nel carcere attivo sull’isola più piccola dell’arcipelago toscano. In questo carcere una settantina di detenuti possono avvalersi della possibilità di lavorare con animali di varie specie, al di fuori delle celle nelle quali sarebbero altrimenti confinati, pur rimanendo, gli uni e gli altri, reclusi.

Liberazioni // Trimestrale Anno III n.9 / Giugno 2012 // http://www.liberazioni.org/index.html
(CLICCA QUI PER LEGGERE L’INTERVISTA) 

Che cos’è lo specismo

Lo specismo è il motivo comune per discriminare un individuo sulla sola base della sua appartenenza ad una specie. Le basi sono le stesse di quelle di chi nutre dei pregiudizi sulla razza (razzismo) e sull’ appartenenza ad un sesso (discriminazione sessuale). Quando si parla della sofferenza umana, in quanto Homo Sapiens, e la si considera più grave della sofferenza di un animale, si è per così dire colpevoli di “specismo”.

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Introduzione dell’omeopatia veterinaria in Gorgona / di Marco Verdone

La Toscana è stata una delle prime regioni in Italia ad aver dedicato una particolare attenzione al diritto alla salute. In particolare si è distinta anche per la pluralità dell’offerta terapeutica presente nel suo territorio, cercando di garantire libertà di scelta e un servizio pubblico che preveda anche le cosiddette Medicine non Convenzionali (MnC) o Medicine Complementari (agopuntura, omeopatia, fitoterapia e medicina manuale). Nell’ambito delle iniziative riguardanti lo studio, la presenza e l’efficacia delle Medicine Complementari, la Regione Toscana ha promosso nel 2001 una serie di progetti di ricerca su questi specifici temi. Uno dei progetti accolti è stato quello inerente all’esperienza d’introduzione della medicina omeopatica veterinaria nella Casa di Reclusione dell’isola di Gorgona.  Read More

Gorgona: un’introduzione

“Gorgona, un’isola ricca, bella in tutto e feconda”

L’isola di Gorgona, con poco più di 200 ettari, è la più piccola e settentrionale delle sette isole dell’Arcipelago Toscano. Posta a 18 miglia dalla costa livornese, presenta un’ampia e inaspettata variabilità ambientale.La sua origine geologica la differenzia dalle altre isole toscane perché la pone in relazione con i processi orogenetici da cui è sorta la catena alpina occidentale. Potremmo quasi pensare a Gorgona come a un pezzo di Alpi in mezzo al mare. Così com’è frastagliata la sua costa e aspri i suoi fondali, altrettanto poco lineare è stata la sua storia, intensa e, per molti versi, travagliata. L’isola testimonia presenze umane sin dal periodo preistorico e sembra che le prime tracce risalgano a circa 3000 – 5000 anni fa. Sono stati poi documentati insediamenti etruschi, romani e una lunga, seppur incostante, presenza monastica (benedettini e certosini). Avamposti militari e incursioni barbaresche hanno contribuito nei secoli a movimentare la vita dell’isola, sottoponendola spesso a periodi di abbandono e di occupazione nonché a cambi di gestione e di indirizzo. Gorgona ospita dal 1869 una Casa di Reclusione ad indirizzo agricolo-zootecnico, un tempo definitacolonia agricola penale. Sempre intorno agli inizi del 1800 risale anche l’arrivo di alcune famiglie dalla lucchesia che probabilmente si integrarono con nuclei di abitanti preesistenti. Erano gli anni in cui la pesca delle acciughe era un’attività importante per l’isola tanto che nel 1860 ben 600 barche di pescatori toscani, genovesi e napoletani erano impegnate in quest’attività. Angelo Biagio Biamonti ne fu il primo ed entusiasta direttore e dopo pochi anni dal suo arrivo pubblicò un opuscolo2 dove, oltre agli aspetti naturalistici e a varie osservazioni su attività e strutture, annotò che:

“In una Colonia, a preferenza d’ogni altro luogo, sarebbesi con maggior facilità potuto ottenere il rigeneramento morale del condannato”.

Qualche anno dopo l’istituzione della colonia penale un certo Volpini, professore di un istituto tecnico, visitò l’isola restituendoci poi una preziosa immagine di quello che vide:

“Vi è una concia di pelli, la quale basta per il consumo dei 310 detenuti e presto aprirà una via anche all’esportazione; si fabbrica il sapone, che supplisce ai non piccoli bisogni della Colonia; quivi si fabbricano cappelli di paglia e anche di lana tosata da un gregge che pascola sopra quei colli; e cappelli pure di pelo di coniglio, che vive e si riproduce in abbondanza in una ben intesa conigliera. Fu utilizzata una pietra atta a far buona calcina, come pure una terra per far mattoni e altri oggetti laterizi, le quali cose ognun conosce quanto vantaggio arrechino a stabilimenti di quest genere. Tutto insomma che può abbisognare agli abitanti della Colonia, ivi si fabbrica, si perfeziona ancora, e se ne ritrae utilità e comodo incalcolabile. La macellazione del bestiame, la pollicultura, l’allevamento dei bovi, delle pecore, delle capre, e degli animali suini rendono la Colonia quasi indipendente da ogni altro luogo per le sue industrie e prodotti, e la fanno, e tanto più la faranno in un prossimo avvenire ricca, bella in tutto e feconda.”

Lavorare, imparare e guadagnare 

Oggi, come in passato, a tutti i detenuti di Gorgona è garantito un lavoro remunerato e uno speciale regime di libertà di movimento. Le persone che chiedono di essere trasferite sull’isola devono soddisfare particolari caratteristiche inerenti la tipologia del reato, la definitività della pena e il relativo residuo, il percorso trattamentale già intrapreso, la buona condotta, la capacità lavorativa e lo stato di salute. In un’area dell’isola, dai confini non ben definiti e chiamata Agricola sono allevati tutti i principali animali domestici: bovini da latte, pecore capre, maiali, conigli, cavalli, volatili vari e api. Dal 1993 gli animali sono curati con la medicina omeopatica che ha dimostrato anche in questa realtà i molti vantaggi che può offrire sia in termini curativi che di tutela ambientale, di risparmio economico e di qualità delle relazioni.

Sull’isola è presente anche un caseificio e una macelleria. Si coltivano ortaggi e frutta per il consumo interno e, seppur in modo non sistematico, piante aromatiche e officinali (come l’aloe). Una cantina modernamente attrezzata produce vino proveniente da una vigna impiantata in tempi recenti. Un bell’anfiteatro a terrazzamenti è occupato da un antico oliveto e quasi un migliaio di piante più giovani è distribuito invece in altre parti dell’isola. Da pochi anni è presente anche un frantoio per le olive. Dal 2001 è attivo un impianto di laboratorio di biologia marina e acquacoltura. Molte altre attività garantiscono autonomia e contribuiscono alla formazione lavorativa delle persone (officina meccanica, edilizia, falegnameria, panificio, impiantistica idraulica ed elettrica pesca, etc.).

Ogni specie animale è affidata ad uno o più detenuti che si occupano di ogni loro primaria necessità. C’è poi chi si dedica all’orto, al mulino, al caseificio, al macello, agli olivi, alla cantina, ai trattori e così via. Tutto questo gruppo di detenuti è seguito e controllato dagli agenti dell’Agricola. Nonostante “su all’Agricola”, come si dice, si producano tante cose e i prodotti sono in genere molto apprezzati e richiesti, le finalità dell’isola non sono in primo luogo produttive ma trattamentali e riabilitative. I detenuti hanno la possibilità di lavorare e di imparare anche nuovi mestieri. Le giornate si svolgono spesso all’aria aperta e, in generale, la qualità della vita è molto alta rispetto agli standard delle carceri chiusi.

A fronte di questi vantaggi esiste il problema della distanza dalle famiglie e della difficoltà dei collegamenti. I detenuti possono svolgere un colloquio settimanale con i parenti che possono accedere all’isola utilizzando il traghetto di linea. Dal 1998 Gorgona è inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e ne rappresenta una preziosa risorsa ancora non completamente valorizzata. Quindi l’anima di Gorgona si arricchisce e appare come isola fisica, carcere, azienda agricola e parco. Anche per questo motivo e per molti anni Gorgona è stata visitata regolarmente con delle gite organizzate che la raggiungevano attraverso la nave del martedì. I visitatori erano accompagnati dalle guide della Cooperativa Parco Naturale Isola di Gorgona e scortate da un agente. Grazie a questa possibilità migliaia di persone (adulti e ragazzi) hanno potuto conoscere l’isola e trovare concentrati in un’unica realtà, oltre agli aspetti storico-naturalistici, anche quelli produttivi e sociali. Una straordinaria opportunità che nessuno avrebbe più dimenticato.

Sguardi lontani

È interessante segnalare che dall’altro capo del mondo, nell’oceano pacifico colombiano, esiste un’altra isola chiamata Gorgona e che ne ha condiviso, oltre al nome, anche la vocazione. Infatti, nel 1959 Rojas Pinillas, dittatore colombiano, dichiarò la Isla Gorgona carcere di massima sicurezza. Ha una superficie di 50 mila ettari con una foresta rigogliosa e con un alto grado di biodiversità. Nel 1983 è diventata anch’essa Parco Nazionale. Guardando, infine, verso la terraferma osserviamo che la nostra Gorgona appartiene ad una regione, la Toscana, che tra le tante iniziative si distingue anche per due aspetti che in qualche modo si intrecciano alle sue vicende: il sostegno alle

a. politiche di integrazione delle Medicine non Convenzionali/Medicine Complementari (MnC/MC) nell’ambito del Sistema Sanitario Regionale.

b. la creazione di una rete di Agricoltura Sociale promossa dall’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel settore Agricolo-Forestale) in collaborazione con l’Università di Pisa, le organizzazioni di categoria e le associazioni dei produttori biologici toscani.

Alcuni segnali incoraggianti, ci indicano che Medicine Non Convenzionali Agricoltura Sociale possono essere importanti elementi di attivazione di percorsi di inclusione sociale per i detenuti di Gorgona e una traccia di lavoro anche per altre realtà. L’anima di Gorgona osserva con interesse il mondo che la circonda e si affida al lento respiro del mare per mettersi in comunicazione con tutte le persone di buona volontà.

(Tratto dal libro di Marco Verdone: IL RESPIRO DI GORGONA – Storie di uomini, animali e omeopatia nell’ultima isola carcere italiana – Libreria Editrice Fiorentina – Firenze, 2008)

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NOTA: Bisogna aggiungere che oggi sono cambiati diversi aspetti dell’isola anche in seguito ad alcuni episodi traumatici che si sono verificati in Gorgona nel 2004. Anche la stessa gestione delle produzioni agro-zootecniche è mutata cercando di aderire maggiormente ad alcuni criteri normativi, di sostenibilità, di razionalità e di etica (vedi anche le altre sezioni).