Isola di Gorgona, il paradiso tornato inferno / vegolosi.it intervista Marco Verdone

La notizia della riapertura del macello dell’isola penitenziaria di Gorgona ha acceso una forte indignazione. Marco Verdone, mente e cuore di quel progetto di racconta esattamente come sono andate le cose

di FEDERICA GIORDANI
http://www.vegolosi.it

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Marco Verdone, medico veterinario omeopata di frontiera, ha lavorato per circa 25 anni nel carcere dell’isola di Gorgona. Improvvisamente quello che era diventato un modello carcerario in cui gli animali presenti sull’isola come animali da reddito da macellare erano diventati compagni e sostegno per i carcerati, è tornato ad essere un inferno. Il macello dell’isola è stato riaperto: ai microfoni di Vegolosi.it Verdone racconta che cosa è successo davvero.

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L’ISOLA CHE C’E’ : tesi in Etologia relazionale sul progetto nell’isola Carcere di Gorgona

Quest’anno il nostro studente Stefano Perinotto ha portato alla discussione della Tesi di Alta Formazione Universitaria in Etologia Relazionale una tesi dal titolo: “L’ISOLA CHE C’E’ – Nuovi ambiti relazionali introdotti dalla convivenza non performativa con animali cosiddetti da reddito. Il progetto nell’isola Carcere di Gorgona.”
La tesi molto bella ha permesso a Stefano di Diplomarsi con la votazione di 70/70 e Lode. L’argomento della sua Tesi è estremamente interessante ed attuale ed affronta una tematica, quella del carcere di Gorgona, sostenuta in prima persona dal veterinario Marco Verdone, che in questo periodo ha attirato molta attenzione. Nello specifico vogliamo sottolineare il fatto che la Tesi di Stefano è stata nominata ed indicata come riferimento dalla Professoressa Silvia Buzzelli, Docente di diritto penitenziario e procedura penale Europea e sovranazionale, nell’articolo pubblicato sulla rivista “Diritto Penale Contemporaneo” dal titolo “Il disinteresse per le buone pratiche penitenziarie (riflessioni sul caso Gorgona)”.

Gorgona_l'isola che c'èConsigliamo la lettura di questo interessantissimo articolo: clicca qui per leggerlo.

Se sei interessato a leggere per intero la Tesi, la puoi scaricare qui: Tesi Etologia Relazionale Gorgona – Stefano Perinotto

Qui sotto riportiamo l’introduzione della tesi:

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Valentina, la mucca zen / Focus Wild / di Claudia Fachinetti e foto di Rachele Z. Cecchini

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 Sono nata alla fine di agosto 2001, in una calda giornata estiva, su un’isola dell’arcipelago toscano, la più piccola, Gorgona. Appena 220 ettari che, però, per me rappresentano tutto il mio mondo. E cosa potrei volere di più? Ho infinite distese di mare blu all’orizzonte, il fruscio del vento tra la macchia mediterranea, i pini e i lecci, fieno fresco da ruminare ogni giorno e tenere attenzioni da parte di molte persone che, come me, sono alla ricerca soltanto di pace. Un’isola da sogno, direte voi, un paradiso per ricchi alla ricerca di tranquillità: invece no, non è proprio così. (CONTINUA A LEGGERE QUI TUTTO L’ARTICOLO)

Focus Wild N. 61 agosto 2016
di Claudia Fachinetti
Foto di Rachele Z. Cecchini

Distratti dalla libertà: I detenuti, la nonviolenza e il “modello Gorgona” / di Lorenzo Guadagnucci

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L’Italia non tutela la dignità dei reclusi e cancella il progetto avviato sull’isola-carcere, fondato sul rapporto con gli animali

Il sistema carcerario italiano non gode di grande prestigio. È anzi da tempo sotto processo, in senso sia metaforico sia giudiziario. Il sovraffollamento cronico ha esposto l’Italia a una severa censura da parte della Corte europea per i diritti umani (la sentenza Torreggiani del 2013), culmine di un malessere strutturale che non si è riusciti ad affrontare con strumenti adeguati. La cultura della pena perorata dall’articolo 27 della Costituzione -la tutela della dignità umana e la finalità rieducativa- stenta ad affermarsi in un ambiente carcerario afflitto da patologie di antica data. Ci sarebbe bisogno di una radicale riforma democratica, da concepire lungo i binari più avanzati e più moderni del diritto.

Una riforma del genere certamente non si improvvisa ma va riconosciuto che non si partirebbe da zero. Nel corso del tempo il nostro pur malandato universo carcerario ha messo in moto “buone pratiche” che andrebbero considerate come le fondamenta di un nuovo edificio da costruire. E’ quindi un vero peccato – per usare un eufemismo – che si abbandonino i progetti più originali e promettenti. È quanto sta avvenendo alla Gorgona, l’ultima isola-carcere rimasta in Italia. Lì i detenuti hanno la possibilità di vivere all’aperto e alcuni di loro lavorano nell’azienda agricola istituita a suo tempo dallo stato. Gorgona è diventata famosa per un’impresa in apparenza impossibile: l’inserimento della pratica concreta della nonviolenza all’interno di una struttura carceraria. È il progetto che ha avuto il veterinario Marco Verdone come principale promotore e il direttore Carlo Mazzerbo come decisivo sostenitore. Il cuore del progetto è una nuova relazione fra umani e animali, fino a formare -come massima ambizione- una comunità interspecifica.

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I detenuti presenti nelle carceri italiane al 31 maggio 2016.
La capienza regolamentare dei 193 istituti è 49.697 persone (Ministero della Giustizia)

I reclusi sono stati incoraggiati a considerare i maiali, le mucche, le capre, gli asini di Gorgona come propri compagni in un’avventura speciale: trasformare il periodo di detenzione in una vera occasione di ripensamento sul tema della violenza e del rapporto con l’altro. Gli animali, nella nostra società, sono l’altro per antonomasia, in quanto vittime predestinate della violenza istituzionale. Segregarli, tormentarli e infine ucciderli è perfettamente legale e gode di un generico quanto solido consenso sociale. Ma non c’è nulla di “rieducativo” nell’allevare e macellare animali. Tutto cambia se questi diventano “rifugiati e cooperatori del trattamento” (come sta scritto nei provvedimenti di grazia firmati da Mazzerbo per alcuni di loro), se diventano titolari di propri diritti, come ha spiegato Verdone nel libro “Ogni specie di libertà” pubblicato da Altreconomia. Tutto cambia se il macello chiude e la morte violenta scompare dall’orizzonte quotidiano dei detenuti. Marco Verdone dopo vent’anni è stato comandato ad altri compiti dalla Asl livornese; Carlo Mazzerbo è stato trasferito e la competenza su Gorgona è passata al penitenziario di Livorno. L’azienda agricola (ma non gli animali) è stata affidata a un’impresa privata (i Frescobaldi) e il macello ha ricominciato la sua truculenta attività. Ma non è detta l’ultima parola: giuristi, intellettuali, associazioni animaliste hanno chiesto al governo di salvare quell’idea di Gorgona che ha preso forma grazie al veterinario, al direttore, ai detenuti, ma anche alla mucca Libertà, alla maialina Bruna e agli altri animali non umani. In verità il nostro sistema penitenziario potrebbe -forse dovrebbe- fare tesoro di quell’isola di armonia che Gorgona ha dimostrato di poter essere.

Lorenzo Guadagnucci è un giornalista del “Quotidiano Nazionale”. Per Altreconomia ha scritto, tra gli altri, “Noi della Diaz” e “Parole sporche”.

Questo articolo è stato pubblicato sul Altreconomia Numero 184 p. 40 (QUI in formato pdf)

L’isola dove la storia deve continuare / di Roberta Benini

L'isola bestie_Benini“L’irrealtà di ciò che è visto
dona realtà allo sguardo”

Octavio Paz

Esistono infiniti modi di trascorrere il tempo che ci è dato di vivere, esistono mari da attraversare e montagne da scalare, reali e in senso figurato.

Le strade si creano e si incrociano, ci trasformano, a volte dobbiamo cercarne di nuove e magari la solitudine sembra insostenibile.

Una solitudine che spesso accompagna chi percorre una nuova strada, chi con la propria esistenza e le proprie idee fa comprendere che l’empatia, la condivisione e la compassione rendono possibile accogliere tutte le creature, anche quelle imperfette o “diverse” da noi.

Nell’isola Marco Verdone cura e si prende cura, cresce come uomo e come medico veterinario, non semplice spettatore delle vite degli altri ma elemento che unito ad altri porta alla realizzazione di qualcosa di nuovo.
Un po’ come accade quando si cucina, il risultato è l’unione irreversibile di elementi singoli.

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Il disinteresse per le buone pratiche penitenziarie (riflessioni sul caso Gorgona) / di Silvia Buzzelli

Penale contemporaneoInteressante e importante articolo della Prof. Silvia Buzzelli (docente di Diritto penitenziario e Procedura penale europea e sovranazionale, Università degli studi di Milano – Bicocca) sul “caso Gorgona” apparso sulla rivista DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO (8 Luglio 2016).

SOMMARIO: 1. Tanti volti, uno stesso nome. – 2. L’interruzione di un efficace progetto rieducativo. – 3. Il “referente presente”. – 4. Lavoro responsabile, lavoro violento, business penitenziario.

Leggi e scarica l’articolo in pdf

Roberto Marchesini supporta il progetto delI’isola di Gorgona (video messaggio)

Roberto Marchesini* ha voluto sostenere la manifestazione a supporto del Progetto Gorgona mettendoci la faccia con questo video messaggio e la firma (QUI l’Appello che ha sottoscritto insieme ad altre autorevoli persone del mondo giuridico, della cultura, della comunicazione scientifica, dei media).

*Roberto Marchesini è etologo e filosofo. Fondatore e Direttore presso Centro Studi Filosofia Postumanista e Fondatore e Direttore presso Siua

Articolo del medico veterinario omeopata Marco Verdone su Veganmagazin (giugno 2016)

vegan magazin X FBL’importante rivista tedesca Veganmagazin ha ospitato un articolo dove parlo della mia esperienza umana e professionale come medico veterinario maturata nel corso di circa 25 anni essenzialmente nel carcere dell’isola di Gorgona. La vicinanza con altri esseri viventi, con quelli che diventano amici e pazienti, non può lasciare indifferenti. Con quelli che hanno accompagnato molte persone detenute durante il loro sofferto cammino carcerario. Con quelli che sono stati curati e che si sono presi cura di loro, di noi. Come medico veterinario mi sono chiesto che senso avesse curare nel miglior modo possibile i miei pazienti – addirittura con l’aiuto anche della medicina omeopatica – e poi vederli condurre alla morte, senza possibilità di appello e senza una riflessione critica sulla sacralità della loro vita.

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Manifestazione per salvare il progetto Gorgona / Livorno 18 giugno 2016 ore 11.00 / Piazza G. Micheli (monumento Quattro mori)

Manifestazione organizzata da Essere AnimaliLAV e Ippoasi
a supporto del “Progetto Gorgona” 

Fermiamo le macellazioni degli animali che hanno svolto un importante ruolo nella rieducazione nonviolenta delle persone detenute nell’ultima isola carcere d’Italia.

— QUI l’articolo del corriere.it: «Chiudete il mattatoio del carcere di Gorgona». I cittadini in piazza
Sino al 2014 il macello era chiuso, assieme all’avvio di un progetto straordinario di pedagogia della non violenza / di Marco Gasperetti

# QUI il video-messaggio di Roberto Marchesini a sostegno del “Progetto Gorgona”
Roberto Marchesini è Etologo, filosofo, saggista. Direttore di Siua, Scuola di Interazione Uomo-Animale e del Centro Studi Filosofofia Postumanista.

• • • Cosa è il Progetto Gorgona?
Gorgona è l’ultima isola-carcere presente in Italia, collocata di fronte a Livorno e inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Qui scontano la propria pena alcune decine di detenuti a cui è data la possibilità di lavorare in attività agricole e zootecniche. Infatti sono presenti tutte le specie animali domestiche attorno alle quali si è sviluppata una riflessione originale rispetto alle implicazioni relazionali e rieducative.

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Gorgona: tutta l’Italia ne parla / RAI 2, Susanna Tamaro, RADIO 3, Radio Radicale, Controradio

Grande interesse hanno suscitato recenti servizi e articoli sull’esperienza sviluppata nel carcere dell’isola di Gorgona (LI) dove, per oltre 20 anni, si è attivata una riflessione corale sulla relazione etica tra umani (detenuti e non) e gli animali ospiti (allevati).

Migliaia di persone chiedono a gran voce di tutelare tutti gli animali presenti sottraendoli da logiche si sfruttamento e dalla morte violenta per macellazione. Per tale ragione, e in base al dettato costituzionale e alla missione dell’istituzione carceraria, si chiede la DEFINITIVA CHIUSURA DEL MACELLO presente sull’isola. Sia a beneficio dei soggetti animali presenti che del percorso rieducativo delle persone recluse.

Come si legge nell’Appello firmato da importanti figure del mondo giuridico, della cultura, della comunicazione e dello spettacolo:

L’esperienza di Gorgona rappresenta, pertanto, un originale e innovativo progetto etico, ispirato al principio del rispetto dell’alterità umana e non umana quale fondamentale e ineludibile premessa per la rieducazione delle persone detenute (articolo 27 della Costituzione Italiana). L’esperienza di Gorgona è unica anche dal punto di vista degli animali presenti sull’isola, che sono sempre più visti come partner di relazione e non come beni da cui trarre profitto. Tutto questo in un contesto storico, culturale, giuridico e politico in cui la cosiddetta “Questione Animale” sta assumendo una sempre maggiore rilevanza (basti pensare che ad essa è dedicato il VI volume, curato da S. Castignone e L. Lombardi Vallauri, del “Trattato di Biodiritto” diretto da S. Rodotà e P. Zatti).

– Appello per Gorgona: l’isola delle buone pratiche / Adesioni di giuristi e altre persone esperte

– Peace with non human animals. | Marco Verdone | TEDxLakeComo

 Salviamo Gorgona: modello di convivenza e civiltà (Impronte, 2016)

Gorgona, l’isola che c’è / Rai 2 – Cronache Animali (22.05.2016)

Il primo servizio televisivo pubblico (regia di Silvia Di Tocco, RAI 2 – CRONACHE ANIMALI) a porre in modo diretto e documentato la questione etico-rieducativa dell’isola-carcere di Gorgona. Questione non più rimandabile dove, a gran voce, migliaia di persone (tra le quali importanti figure del mondo giuridico, della cultura e dello spettacolo) chiedono la DEFINITIVA CHIUSURA DEL MACELLO (leggi QUI l’Appello alle Istituzioni Pubbliche).
Gorgona è ritenuta patrimonio ed esempio da esportare nel mondo per il Bene di tutte/i.
Clicca QUI per vedere il servizio
Maggiori informazioni anche qui: https://www.facebook.com/Gorgona-Liso…

L’isola che c’è: Teecotee ispirato dalle foto di Rachele Z. Cecchini

L’isola che c’è: il nuovo progetto di Teecotee ispirato dalle foto di Rachele Z. Cecchini

Alcuni degli scatti della fotografa e giornalista Rachele Z. Cecchini*, venuta a visitare Gorgona in alcune occasioni e che hanno ispirato l’ultima creazione di TEECOTEE** per la realizzazione di T- shirt dedicata al sostegno del Progetto Gorgona: L’ISOLA CHE C’E’.

*Rachele Z. Cecchini, vive a Salisburgo e ha partecipato con le sue foto di Gorgona anche al concorso fotografico URBAN International Photo Awards 2015 classificandosi tra centinaia di partecipanti al 22° posto.
QUI le foto di Gorgona presentate a URBAN2015

**Teecotee diffonde messaggi di rispetto verso gli animali attraverso le sue magliette. Parte del ricavato è destinato alla realizzazione del santuario di yogurt, rifugio per conigli e altri piccoli animali.

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