CORSO FORMATIVO: Correlazione tra crudeltà sugli animali e violenza interpersonale / Pontedera, 16 novembre 2019

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L’Azienda USL Toscana nord ovest organizza per sabato 16 novembre 2019 il corso formativo “Zooantropologia della devianza. Crudeltà su animali e pericolosità sociale”.

Il corso, curato da Link Italia, si svolgerà al polo didattico di viale Rinaldo Piaggio a Pontedera, a partire dalle 8:30, ed è destinato a tutti gli interessati, in particolare forze dell’ordine, assistenti sociali, avvocati, magistrati, criminologi, sociologi, psicologi, psichiatri, neuro psichiatri infantili, medici di medicina generale, infermieri, logopedisti, ginecologi, pediatri, educatori insegnanti, veterinari, giornalisti.

Si parlerà del maltrattamento di animali correlato alla violenza interpersonale, delle implicazioni dell’esposizione di minori alla violenza su animali, della tutela giuridica degli animali nei casi di maltrattamento. Il direttore scientifico dell’evento è il dottor Marco Del Torto, del Dipartimento della prevenzione dell’Azienda USL Toscana nord ovest

Gorgona (LI): L’isola-carcere tornerà ad essere un modello sperimentale / livornotoday.it, 25 ottobre 2019

Bimbo e Cesardi Davide Lanzillo

livornotoday.it, 25 ottobre 2019

Avviato l’iter per il rilancio dell’isola: “Il carcere tornerà ad essere un modello di riferimento”. Il progetto, che prevede lo smantellamento del macello e l’inaugurazione di attività ecocompatibili, ha ricevuto il benestare del ministero della Giustizia. De Peppo: “L’isola diventerà un laboratorio ambientale ed etico”.

Smantellamento del macello ed inaugurazione di attività rieducative ecocompatibili e con gli animali. Questo il progetto per la casa di reclusione di Gorgona, con il via libera al piano dato dal ministero della Giustizia sotto impulso del sottosegretario Vittorio Ferraresi. Un percorso che permetterà all’isola di diventare un vero e proprio luogo di sperimentazione ambientale ed etica, ripristinando così lo storico ruolo del suo carcere, a lungo modello di riferimento unico nel panorama italiano.

“Tutto ha avuto inizio con una storia particolare – spiega il garante dei detenuti Giovanni De Peppo. Anni fa alcuni detenuti chiesero di poter dare un’attenzione particolare a quegli animali che vedevano nascere per poi finire al macello. Ne nacque una riflessione più approfondita, in cui molti si chiesero quale influenza potesse avere un elemento violento quale è quello del macello all’interno di un carcere. Alla questione si interessò anche l’università Bicocca di Milano, con la storia che arrivò anche a molti bambini e ai loro genitori”.

“L’idea di dismettere il macello si fermò quando Carlo Mazzerbo lasciò la direzione del carcere. Con il suo rientro – prosegue De Peppo – ci siamo chiesti se fosse possibile riprendere l’iniziativa, ponendo la questione al sottosegretario Ferraresi. Nel frattempo, il numero degli animali da produzione sull’isola è enormemente aumentato, rappresentando un problema anche per la tenuta ambientale dell’isola. La nostra idea è quindi quella di unire istanze ambientali ad istanze sociali, trasformando la Gorgona in un vero e proprio laboratorio ambientale ed etico”.

“Un ruolo da protagonisti, in questo, spetterà ai detenuti: toccherà a loro – conclude De Peppo – trasformare i progetti, quali quelli legati a coltivazioni biologiche, pet therapy e fattorie scolastiche, in atti pratici. È stato stilato un cronoprogramma che, nel giro di qualche settimana o qualche mese, prevede lo smantellamento del macello per poi arrivare alla creazione di attività alternative. Ci sono già molte realtà interessate a dare il loro contributo, come ad esempio il CNR e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, oltre che, ovviamente, il Parco nazionale dell’arcipelago toscano”.

Avevamo preso l’impegno, prima della crisi di Governo, di rivoluzionare le attività della Casa di reclusione di Gorgona – spiega in una nota il sottosegretario alla Giustizia, Vittorio Ferraresi – e voglio comunicare con orgoglio che il nostro impegno si sta concretizzando. Proprio in questi giorni il capo del Dap, sotto mio impulso, ha proceduto alla conferma del cronoprogramma richiesto alla direzione di Gorgona per lo smantellamento del macello presente sull’isola, in modo che si ponga fine ad attività assolutamente inopportune per i detenuti, e si rilancino, invece, attività sostenibili, grazie alla collaborazione della direzione e di tutti i soggetti che hanno dato la disponibilità a contribuire a questa rivoluzione. È iniziato un nuovo percorso che porterà ad un cambio di visione delle attività sull’isola, anche in ottica di esempio per altre realtà, e potrà, inoltre, portare un minore impatto ambientale ed un risparmio per lo Stato”.

Gorgona al convegno: “Carceri e animali: il modello italiano” / Padova 4 ottobre 2019

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Il gruppo di lavoro “Salvati con Nome” (che porta il nome dell’omonimo libro collettaneo) ha accolto l’invito a partecipare, in data venerdì 4 ottobre 2019, al convegno che si è tenuto a Padova dal titolo Carcere e Animali: il modello italiano organizzato dal Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti con gli Animali e patrocinato dai Ministeri della Giustizia e della Salute.
Col presupposto fondamentale, come si legge nella presentazione del convegno, che “diverse realtà penitenziarie, in Italia come all’estero, hanno compreso l’importanza dell’apporto favorevole della mediazione animale nel contesto detentivo”. Il convegno si è posto come obiettivo diffondere e scambiare tra i partecipanti “le conoscenze e le competenze necessarie per la comprensione e lo sviluppo del modello italiano, grazie alla testimonianza di diverse professionalità (sanitarie e non) che si occupano di progettualità di IAA nel contesto carcerario italiano, e di aprire un dialogo tra le istituzioni e gli operatori di IAA per favorire la standardizzazione dei programmi e delle procedure nell’ottica di tutelare l’utente e il benessere degli animali coinvolti.

Il gruppo Salvati con Nome era presente con un poster dal titolo significativo Gorgona, isola-carcere: tra premesse, specismi e alterità recluse.
In questa breve ma precisa testimonianza è stato presentato il percorso che da decenni si sta svolgendo in Gorgona, ribadendo come il punto focale che ha impegnato per molti anni numerose persone (per il quale si attendono ancora oggi gli sviluppi risolutivi) sia rappresentato dalla chiusura del macello e dal blocco delle produzioni, riproduzioni e ogni forma di sfruttamento animale. In tal modo Gorgona potrà essere il primo luogo detentivo dove gli animali, e in particolare quelli cosiddetti “ex da reddito”, potranno svolgere unicamente quel ruolo di mediatori e cooperatori della rieducazione che hanno dimostrato di poter assolvere.
Grandissimo è stato l’interesse da parte di tutti i presenti (autorità, relatori, partecipanti) per quanto è successo e quanto potrà nascere in questa isola-carcere (vedere per es. la recente visita del sottosegretario alla Giustizia Ferraresi: clicca QUI).
Il poster è stato tra i più letti ed esaminati e moltissime sono state le domande e le proposte di collaborazione che sono arrivate da più parti.
Ancora una volta Gorgona muove cuori e menti di tutte le persone che ne vengono a contatto.
Il grande interesse suscitato fa quindi ben sperare che si possa arrivare in tempi memorabili a quella svolta definitiva ed emblematica che possa suggellare in maniera definitiva l’inizio di un nuovo tratto di questo lungo percorso, dove Gorgona possa essere vista e vissuta per quello che realmente è: UN BENE COMUNE PER TUTTI.

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Presentazione del libro: Salvati con nome, Carcere e rieducazione nonviolenta: il modello dell’isola di Gorgona/ Sabato 14 settembre 2019: Museo di Storia Naturale della Maremma (Grosseto)

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Presentazione del libro:
SALVATI CON NOME
Carcere e rieducazione nonviolenta: il modello dell’isola di Gorgona
a cura di Silvia Buzzelli e Marco Verdone

Sabato 14 settembre 2019 alle ore 17:00
nella sala conferenze del Museo di Storia Naturale della Maremma (Grosseto)
siete invitati alla presentazione del libro

A seguire un piccolo buffet offerto da ” Essenza Love Natural Food ”

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GORGONA: L’ORA DI CAMBIARE. STOP AL MACELLO / Visita del Sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi

PHOTO-2019-05-06-17-21-09-3Lunedì 6 maggio 2019 c’è stata la visita in Gorgona del Sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi.
Con lui erano presenti anche il direttore del carcere Carlo Mazzerbo, il garante dei detenuti di Livorno Giovanni De Peppo, il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Firenze Marcello Bortolato, una rappresentante del Provveditorato Regionale Amm. Penitenziaria, il vicepresidente del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano Stefano Feri, il presidente della LAV Gianluca Felicetti e a nome del Gruppo di lavoro “Salvati con Nome” dell’Università di Milano Bicocca, Stefano Perinotto.
Istituzioni, politica, università, associazioni sembrano tutti concordare nel superamento dell’idea di violenza su animali non umani (almeno) in carcere.
Ora si attende di passare in tempi brevi dalle parole ai fatti.
Se non ora quando?
Esseri senzienti, umani e non umani, avranno veramente la prospettiva de “L’isola dei diritti estesi a tutti” (è il titolo del capitolo dell’attuale direttore Carlo Mazzerbo nel libro collettaneo SALVATI CON NOME).
Tutto ciò nell’esclusivo interesse della Vita e del Bene Comune.

Leggi QUI l’articolo de IL TELEGRAFO del 07.05.19

Pagina fb di SALVATI CON NOME

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Tavolo e libri

LA STORIA DEL PIO PULCINO / di Eliana Scicola

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa breve storia scritta una notte da Eliana Scicola, già maestra di scuola elementare, oggi semplice scrittrice di racconti brevi.

Sono appena uscito dal guscio e mi guardo intorno… cerco la mia mamma… ma non la vedo…Sono in compagnia di tanti come me e c’è fracasso, caldo, lucesono tutti gialli, piccoli, piumosi e instabili sulle gracili gambette… non riesco a stare fermo… qualcosa si muove sotto le mie zampe… qualcosa che mi porta sempre più avanti… insieme a tutti gli altri… (Continua a leggere QUI ‘La storia del pio pulcino’)STORIA DEL PIO PULCINO_1 pag

Greta Thunberg e i cambiamenti climatici / conferenza al TEDxStockholm / novembre 2018

Greta_TEDxStoccolma(VIDEO) Non ci sono più scuse per non agire contro i cambiamenti climatici
Greta Thunberg ha compreso fin da giovanissima quanto tempo passa tra gli annunci dei climatologi e il cambiamento nelle politiche e nelle azioni della società. Questa differenza era così drastica, a suo avviso, che ha deciso di occuparsi della questione personalmente. Si è così interessata all’ambiente, e ha convinto la sua famiglia ad adottare uno stile di vista sostenibile.
This talk was presented to a local audience at TEDxStockholm, an independent event. TED’s editors chose to feature it for you.

Non ci sono più scuse per non agire contro… tante cose che non vanno! Questa è l’occasione per unire la questione ambientale con la questione animale. Ho calpestato anch’io quel tappeto rosso a Como nel 2015: Peace with non human animal. Ma la forza di questa ragazza non ha precedenti. È una bella sferzata per tutti. Coraggio, ce la possiamo fare!

Il bello dell’inverno / di Lobelia

Il bello dell'inverno_copertinaUno Zefiro dispettoso apriva continuamente il bavero della giacca invernale; non riuscivo a coprirmi da quello spiffero freddo che batteva sul collo, foriero di un’imminente contrattura.
(continua leggere il racconto QUI)

Nuova Zelanda: abbattute 50 mila vacche per eradicare Mycoplasma bovis / DOMANDE

NUOVA ZELANDA_50 mila muccheAncora e sempre animali sacrificati all’altare dell’economia, della scienza riduzionista (al servizio della prima) e della tavola.

NUOVA ZELANDA: ABBATTUTE 50 MILA VACCHE PER ERADICARE MYCOPLASMA BOVIS.
<<Oltre 50 mila vacche sono state abbattute e altre 50 mila lo saranno nei prossimi mesi per eradicare Mycoplasma bovis dalla nazione.
La Nuova Zelanda è la prima a tentare un piano di eradicazione dell’infezione tramite l’abbattimento selettivo di migliaia di animali parzialmente finanziato con denaro pubblico. Il governo ha annunciato la sua decisione il 28 maggio 2018, in accordo con le industrie del settore lattiero-caseario e della carne, quando il micoplasma inizialmente presente solo negli allevamenti dell’Isola del Sud ha iniziato a diffondersi in quella del Nord.
Mycoplasma bovis, pur non essendo pericoloso per gli esseri umani e per la sicurezza alimentare di latte e carne, può causare nei bovini aborti, mastiti e polmoniti, e quindi ingenti perdite economiche per gli allevamenti.>>[http://www.ruminantia.it/nuova-zelanda-abbattute-50-mila-v…/]

3 DOMANDE:
Sono stati sterminati 50 mila Esseri Senzienti per motivi economici.
1. Abbiamo un’idea di quante sono 50 mila mucche?
2. Il batterio M. bovis è diffuso soprattutto negli allevamenti intensivi. Quale potrebbe essere la soluzione al problema?
3. Ammesso di eradicare questo batterio, a chi toccherà la prossima volta se le condizioni non muteranno?

Sono il Tempo / di Lobelia

Rami mare

“Mi presento: sono il Tempo e vado per la mia strada.
Voi m’inseguite, vorreste bloccarmi in un ferma immagine, o farmi accelerare come una giostra impazzita.
Mi pensate: ogni giorno, invocate o maledite ciò che rappresento.
Rivedete immagini, parole del tempo trascorso.
I vostri progetti, i rimpianti, le gioie, divengono miei e nuotano nell’immenso crogiuolo nel quale mi muovo, infinitamente…” (continua a leggere il racconto QUI)

Pulizia della spiaggia di Marina di Vecchiano / SABATO 15 DICEMBRE 2018 / a cura di Acchiapparifiuti

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Tutte le info nella locandina.
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2050: se non cambiamo alimentazione riscaldamento oltre i limiti e crisi alimentare / Essere Animali

Cop23-le-10-cose-da-sapere-sui-cambiamenti-climatici_referenceSulla rivista Nature a ottobre 2018 è uscito questo articolo:

<<Il sistema alimentare è uno dei principali motori del cambiamento climatico, i cambiamenti nell’uso del suolo, l’esaurimento delle risorse di acqua dolce e l’inquinamento degli ecosistemi acquatici e terrestri attraverso l’eccesso di input di azoto e fosforo. Qui mostriamo che tra il 2010 e il 2050, a seguito di cambiamenti previsti nei livelli di popolazione e reddito, gli effetti ambientali del sistema alimentare potrebbero aumentare del 50-90% in assenza di cambiamenti tecnologici e misure di mitigazione dedicate, raggiungendo livelli che sono oltre i confini planetari che definiscono uno spazio operativo sicuro per l’umanità. Analizziamo diverse opzioni per ridurre gli effetti ambientali del sistema alimentare, compresi i cambiamenti dietetici verso diete più sane e più vegetali, miglioramenti nelle tecnologie e nella gestione e riduzioni della perdita e dei rifiuti alimentari. Scopriamo che nessuna misura singola è sufficiente a mantenere questi effetti all’interno di tutti i confini planetari simultaneamente e che sarà necessaria una combinazione sinergica di misure per mitigare sufficientemente l’aumento previsto delle pressioni ambientali.>> (Summary dell’articolo tradotto con Google Translate)

>> A seguire l’articolo diffuso dall’Associazione Essere Animali 

Dobbiamo cambiare il regime alimentare, altrimenti entro il 2050 il sistema collasserà su stesso.
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