Tag Archives: rieducazione

Serata Animalesca ad Ippoasi / 2 giugno 2018

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Il prossimo 2 giugno non perdete il grande ritorno di pizza e arrosticini all’Ippoasi! 🙂

Per l’occasione riaccenderemo i fuochi e vi delizieremo con gli arrosticini di seitan artigianale e con le gustose pizze vegane cotte in forno a legna, farcite con i formaggi vegetali gentilmente offerti da Pangea Food.

Tornerà ospite il grandissimo amico Marco Verdone, medico veterinario omeopata, che presenterà il volume “Salvati con nome. Carcere e rieducazione nonviolenta: il modello dell’Isola di Gorgona”. Insieme con lui avremo il piacere di avere come relatore anche il co-autore del libro Francesco Presti, agronomo.

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SALVATI CON NOME: presentazione del libro a Castione Andevenno (SO) / 31 maggio 2018

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SALVATI CON NOME – Carcere e rieducazione nonviolenta: il modello dell’isola di Gorgona / a cura di Silvia Buzzelli e Marco Verdone

Prima di cop_ridSALVATI CON NOME
Carcere e rieducazione nonviolenta:
il modello dell’isola di Gorgona
a cura di
Silvia Buzzelli e Marco Verdone

Giappichelli Editore – Torino, 2018
XXII-218
formato cartaceo – ISBN 978•88•9211060•1 – € 30,00

http://www.giappichelli.it/salvati-con-nome,9211060

⇒QUI la pagina facebook del libro

⇒QUI la SINOSSI e l’INDICE SOMMARIO

A seguire alcuni contributi complementari:

QUI l’intervista al prof. Luigi Lombardi Vallauri: questione animale, nonviolenza e il modello Gorgona (2018)
QUI l’intervista di Antonio Priolo a Marco Verdone: Intorno all’antispecismo. RE NUDO (maggio 2016)
QUI la conferenza al TEDx Lake of Como di Marco Verdone dal titolo: Peace with non human animals (2015)
QUI l’intervista di Gabriella Caramore, Radio3, UOMINI E PROFETI, a Marco Verdone: Animali. Né cose né macchine (2013)

SINOSSI

Portavoce di un nuovo approccio alla relazione tra soggetti animali umani e non umani, questo libro è un’assoluta novità nel panorama del diritto penitenziario e, più in generale, delle prassi rieducative a cui deve tendere la pena (art. 27 Cost.). A partire dai confini di una remota isola carceraria, un inno universale e corale alla nonviolenza come strumento per creare un nuovo modo di vedere e di vivere la realtà che ci circonda.

Come scrivono i due curatori nella Prefazione: «Potrebbe suscitare perplessità, per un testo che nasce in ambito giuridico, inserire nel suo catalogo delle idee parole come mare, olivi, Costituzione, mucche, maiali, cani, cucina, archivi, sentenze, pasta, pomodori, diritti e varie altre. Si intravede, quindi, già una prima sfida: lessicale, culturale, etica, giuridica. Siamo ai confini delle categorie viventi ma anche, come vedremo, di altri ambiti che qui, volutamente, si intrecciano, si confondono e si contaminano, facendosi scoprire, infine, vicini e interconnessi.»

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Il Mondo e gli Altri Animali / Progetto didattico di interazione umano – animale / Bologna 28 ottobre 2017

Sabato 28 ottobre a Bologna un’occasione per riflettere sui temi della rieducazione, educazione, prevenzione a partire dall’esperienza di un progetto didattico di interazione umano-animale condotto nelle scuole medie della Bassa val di Cecina (Livorno). Percorso multidisciplinare realizzato con la collaborazione di vari soggetti appartenenti a più Enti e a più specie…

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La sfera di Dioniso

Giornate Internazionali di Studio sulla Relazione Uomo-Animale
Nuovi orizzonti della zooantropologia

Bologna, 28 e 29 ottobre 2017
Luogo di svolgimento del convegno: I Portici Hotel, via dell’Indipendenza 69, Bologna.

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La favola, senza lieto fine, dell’isola di Gorgona. Intervista a Marco Verdone / di Camilla Esposito

_dsc2380-kopieNAPOLI – Sabato 12 novembre, la sede LAV di Napoli in via Toledo è riuscita finalmente a ospitare l’incontro, da tempo bramato, con il Dottor Marco Verdone, autore nel 2015 de L’isola delle bestie, veterinario omeopata o “post-omeopata”, come lui stesso preferisce definirsi, e per 25 anni veterinario presso la Casa di Reclusione di Gorgona, isola carcere situata nel Mar Ligure.
Sembrerebbe un romanzo fantasy, un mito, una previsione utopistica il racconto dell’esperienza dell’isola carceraria di Gorgona, se non avessimo incontrato di persona colui che quella esperienza l’ha vissuta, l’ha immaginata e resa possibile. L’antico carcere di Gorgona, in attività dal 1869, oggi sottosezione del carcere di Livorno, è una delle poche realtà carcerarie italiane in cui i detenuti godono di enormi spazi di libertà, e del contatto con animali non umani. Inoltre è una delle poche carceri italiane in cui, a tutti e 70 i detenuti ospitati, è assicurato l’accesso al lavoro e un salario, seppur di minima entità. Il lavoro in questione è quello agricolo e soprattutto di allevamento e macello.

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Neviano chiama Gorgona / Come e perché l’isola delle bestie ne vale la pena

locandina_nevianovsgorgona_05-11-16Dopo 20 anni di amicizia tra l’isola di Gorgona (LI) e il Comune di Neviano degli Arduini (PR), gli amici di questo paese dell’Appennino parmense ci hanno invitati ancora una volta a discutere dell’esperienza maturata in quest”isola-carcere. Nonostante diverse visioni rispetto alla relazione con gli animali non umani, ciò non impedisce di affrontare insieme i complessi temi della reclusione umana, di quella non umana e del relativo sfruttamento. Ne parleremo con alcuni protagonisti che hanno vissuto in modo diretto l’esperienza detentiva svolgendo ruoli diversi. Crediamo che da un confronto plurale e senza pregiudizi possano nascere contaminazioni culturali e percorsi comuni. La lunga e improbabile amicizia tra questi due luoghi lontani ne è testimonianza.

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Isola di Gorgona, il paradiso tornato inferno / vegolosi.it intervista Marco Verdone

La notizia della riapertura del macello dell’isola penitenziaria di Gorgona ha acceso una forte indignazione. Marco Verdone, mente e cuore di quel progetto di racconta esattamente come sono andate le cose

di FEDERICA GIORDANI
http://www.vegolosi.it_dsc2014

Marco Verdone, medico veterinario omeopata di frontiera, ha lavorato per circa 25 anni nel carcere dell’isola di Gorgona. Improvvisamente quello che era diventato un modello carcerario in cui gli animali presenti sull’isola come animali da reddito da macellare erano diventati compagni e sostegno per i carcerati, è tornato ad essere un inferno. Il macello dell’isola è stato riaperto: ai microfoni di Vegolosi.it Verdone racconta che cosa è successo davvero.

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Distratti dalla libertà: I detenuti, la nonviolenza e il “modello Gorgona” / di Lorenzo Guadagnucci

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L’Italia non tutela la dignità dei reclusi e cancella il progetto avviato sull’isola-carcere, fondato sul rapporto con gli animali

Il sistema carcerario italiano non gode di grande prestigio. È anzi da tempo sotto processo, in senso sia metaforico sia giudiziario. Il sovraffollamento cronico ha esposto l’Italia a una severa censura da parte della Corte europea per i diritti umani (la sentenza Torreggiani del 2013), culmine di un malessere strutturale che non si è riusciti ad affrontare con strumenti adeguati. La cultura della pena perorata dall’articolo 27 della Costituzione -la tutela della dignità umana e la finalità rieducativa- stenta ad affermarsi in un ambiente carcerario afflitto da patologie di antica data. Ci sarebbe bisogno di una radicale riforma democratica, da concepire lungo i binari più avanzati e più moderni del diritto.

Una riforma del genere certamente non si improvvisa ma va riconosciuto che non si partirebbe da zero. Nel corso del tempo il nostro pur malandato universo carcerario ha messo in moto “buone pratiche” che andrebbero considerate come le fondamenta di un nuovo edificio da costruire. E’ quindi un vero peccato – per usare un eufemismo – che si abbandonino i progetti più originali e promettenti. È quanto sta avvenendo alla Gorgona, l’ultima isola-carcere rimasta in Italia. Lì i detenuti hanno la possibilità di vivere all’aperto e alcuni di loro lavorano nell’azienda agricola istituita a suo tempo dallo stato. Gorgona è diventata famosa per un’impresa in apparenza impossibile: l’inserimento della pratica concreta della nonviolenza all’interno di una struttura carceraria. È il progetto che ha avuto il veterinario Marco Verdone come principale promotore e il direttore Carlo Mazzerbo come decisivo sostenitore. Il cuore del progetto è una nuova relazione fra umani e animali, fino a formare -come massima ambizione- una comunità interspecifica.

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I detenuti presenti nelle carceri italiane al 31 maggio 2016.
La capienza regolamentare dei 193 istituti è 49.697 persone (Ministero della Giustizia)

I reclusi sono stati incoraggiati a considerare i maiali, le mucche, le capre, gli asini di Gorgona come propri compagni in un’avventura speciale: trasformare il periodo di detenzione in una vera occasione di ripensamento sul tema della violenza e del rapporto con l’altro. Gli animali, nella nostra società, sono l’altro per antonomasia, in quanto vittime predestinate della violenza istituzionale. Segregarli, tormentarli e infine ucciderli è perfettamente legale e gode di un generico quanto solido consenso sociale. Ma non c’è nulla di “rieducativo” nell’allevare e macellare animali. Tutto cambia se questi diventano “rifugiati e cooperatori del trattamento” (come sta scritto nei provvedimenti di grazia firmati da Mazzerbo per alcuni di loro), se diventano titolari di propri diritti, come ha spiegato Verdone nel libro “Ogni specie di libertà” pubblicato da Altreconomia. Tutto cambia se il macello chiude e la morte violenta scompare dall’orizzonte quotidiano dei detenuti. Marco Verdone dopo vent’anni è stato comandato ad altri compiti dalla Asl livornese; Carlo Mazzerbo è stato trasferito e la competenza su Gorgona è passata al penitenziario di Livorno. L’azienda agricola (ma non gli animali) è stata affidata a un’impresa privata (i Frescobaldi) e il macello ha ricominciato la sua truculenta attività. Ma non è detta l’ultima parola: giuristi, intellettuali, associazioni animaliste hanno chiesto al governo di salvare quell’idea di Gorgona che ha preso forma grazie al veterinario, al direttore, ai detenuti, ma anche alla mucca Libertà, alla maialina Bruna e agli altri animali non umani. In verità il nostro sistema penitenziario potrebbe -forse dovrebbe- fare tesoro di quell’isola di armonia che Gorgona ha dimostrato di poter essere.

Lorenzo Guadagnucci è un giornalista del “Quotidiano Nazionale”. Per Altreconomia ha scritto, tra gli altri, “Noi della Diaz” e “Parole sporche”.

Questo articolo è stato pubblicato sul Altreconomia Numero 184 p. 40 (QUI in formato pdf)

Il disinteresse per le buone pratiche penitenziarie (riflessioni sul caso Gorgona) / di Silvia Buzzelli

Penale contemporaneoInteressante e importante articolo della Prof. Silvia Buzzelli (docente di Diritto penitenziario e Procedura penale europea e sovranazionale, Università degli studi di Milano – Bicocca) sul “caso Gorgona” apparso sulla rivista DIRITTO PENALE CONTEMPORANEO (8 Luglio 2016).

SOMMARIO: 1. Tanti volti, uno stesso nome. – 2. L’interruzione di un efficace progetto rieducativo. – 3. Il “referente presente”. – 4. Lavoro responsabile, lavoro violento, business penitenziario.

Leggi e scarica l’articolo in pdf

Manifestazione per salvare il progetto Gorgona / Livorno 18 giugno 2016 ore 11.00 / Piazza G. Micheli (monumento Quattro mori)

Manifestazione organizzata da Essere AnimaliLAV e Ippoasi
a supporto del “Progetto Gorgona” 

Fermiamo le macellazioni degli animali che hanno svolto un importante ruolo nella rieducazione nonviolenta delle persone detenute nell’ultima isola carcere d’Italia.

— QUI l’articolo del corriere.it: «Chiudete il mattatoio del carcere di Gorgona». I cittadini in piazza
Sino al 2014 il macello era chiuso, assieme all’avvio di un progetto straordinario di pedagogia della non violenza / di Marco Gasperetti

# QUI il video-messaggio di Roberto Marchesini a sostegno del “Progetto Gorgona”
Roberto Marchesini è Etologo, filosofo, saggista. Direttore di Siua, Scuola di Interazione Uomo-Animale e del Centro Studi Filosofofia Postumanista.

• • • Cosa è il Progetto Gorgona?
Gorgona è l’ultima isola-carcere presente in Italia, collocata di fronte a Livorno e inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.
Qui scontano la propria pena alcune decine di detenuti a cui è data la possibilità di lavorare in attività agricole e zootecniche. Infatti sono presenti tutte le specie animali domestiche attorno alle quali si è sviluppata una riflessione originale rispetto alle implicazioni relazionali e rieducative.

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Gorgona, l’isola che c’è / Rai 2 – Cronache Animali (22.05.2016)

Il primo servizio televisivo pubblico (regia di Silvia Di Tocco, RAI 2 – CRONACHE ANIMALI) a porre in modo diretto e documentato la questione etico-rieducativa dell’isola-carcere di Gorgona. Questione non più rimandabile dove, a gran voce, migliaia di persone (tra le quali importanti figure del mondo giuridico, della cultura e dello spettacolo) chiedono la DEFINITIVA CHIUSURA DEL MACELLO (leggi QUI l’Appello alle Istituzioni Pubbliche).
Gorgona è ritenuta patrimonio ed esempio da esportare nel mondo per il Bene di tutte/i.
Clicca QUI per vedere il servizio
Maggiori informazioni anche qui: https://www.facebook.com/Gorgona-Liso…

Intorno all’antispecismo / Intervista di Antonio Priolo a Marco Verdone / RE NUDO maggio 2016

Intorno all’antispecismo

MAG 2, 2016

Intorno all’antispecismo
apsrenudo / 32 – Malattia Cura
Intervista di Antonio Priolo a Marco Verdone
Foto di Rachele Z. Cecchini
Fonte: http://www.renudo.it 
 
Gorgona è un’isola dell’Arcipelago toscano, colonia penale dal 1869, carcere due volte, in quanto circondata dal mare e dalle limitazioni strutturali della detenzione. Carcere anche per gli animali che vi hanno vissuto, in quanto animali da “reddito”, per definizione destinati ad una pena infausta. A Gorgona nasce e si sviluppa un esperimento eccezionale dal punto di vista dell’approccio nonviolento, antispecista, compassionevole, alle dinamiche della relazione umano – non umano, al carcere e alla pena per i detenuti e per gli animali. Protagonista di questa esperienza è Marco Verdone, medico veterinario omeopata ed antispecista che dall’utopia del progetto Gorgona ha realizzato un sistema sociale alternativo dove l’uomo non ha più la necessità di uccidere i suoi compagni di viaggio. Verdone questa esperienza ha provato a condividerla, attraverso la pubblicazione di diversi libri (Il respiro di Gorgona, Ogni specie di libertà, L’isola delle bestie) e con la promozione di un movimento (una comunità in movimento) denominato Ondamica.