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La carne che siamo: uno spettacolo tra arte dal vivo e reportage

IL PROGETTO
Cosa racconta di noi un piatto di carne? Tradizioni antiche, domeniche in famiglia intorno a un tavolo. Ma racconta anche, nell’ultimo secolo, la storia di un benessere artificiale, che ha imposto enormi sacrifici umani e ambientali per poter essere alla portata di tutti. Per soddisfare il nostro bisogno di carne abbiamo negato all’animale la sua dignità di essere vivente, trasformandolo in un prodotto industriale a buon mercato da consumare su vasta scala. Read More

Lettera aperta: introduzione all’omeopatia

Lettera aperta a tutte le persone in cerca… (leggi qui)

Non è possibile spiegare l’omeopatia in una sola volta e, forse, non sarebbe neanche giusto. L’omeopatia è una scienza di cui bisogna farne esperienza. Appartiene a quel genere di sapere che richiede un cammino. Bisogna mettere da parte la fretta e seguire, come con le stagioni, i ritmi della semina e del raccolto.  Read More

I segni della Natura

Riflessione comune in preparazione del Natale 2008.

I segni della Natura: imperativi economici, crisi morale e presa di coscienza”.

Abbiamo posto sul tavolo alcune domande:

✴ Come interpretare i “fatti” che ci capitano attorno nel mondo reale?

✴ Come fare per allinearci con le nostre aspirazioni?

✴ Come conciliare le esigenze del mondo e quelle dello spirito?

Incontro conviviale all’Azienda bioagrituristica IL CERRETO. Visita, pranzo, conoscenza, immagini, discussione, confronto. (…continua a leggere il pdf)

“Creare una nuova cultura non significa solo fare individualmente delle scoperte originali: significa anche e specialmente diffondere criticamente delle verità già scoperte, “socializzarle” per così dire e pertanto farle diventare basi di azioni vitali, elemento di coordinamento e di ordine intellettuale e morale”. (Antonio Gramsci)

Gorgona: un’introduzione

“Gorgona, un’isola ricca, bella in tutto e feconda”

L’isola di Gorgona, con poco più di 200 ettari, è la più piccola e settentrionale delle sette isole dell’Arcipelago Toscano. Posta a 18 miglia dalla costa livornese, presenta un’ampia e inaspettata variabilità ambientale.La sua origine geologica la differenzia dalle altre isole toscane perché la pone in relazione con i processi orogenetici da cui è sorta la catena alpina occidentale. Potremmo quasi pensare a Gorgona come a un pezzo di Alpi in mezzo al mare. Così com’è frastagliata la sua costa e aspri i suoi fondali, altrettanto poco lineare è stata la sua storia, intensa e, per molti versi, travagliata. L’isola testimonia presenze umane sin dal periodo preistorico e sembra che le prime tracce risalgano a circa 3000 – 5000 anni fa. Sono stati poi documentati insediamenti etruschi, romani e una lunga, seppur incostante, presenza monastica (benedettini e certosini). Avamposti militari e incursioni barbaresche hanno contribuito nei secoli a movimentare la vita dell’isola, sottoponendola spesso a periodi di abbandono e di occupazione nonché a cambi di gestione e di indirizzo. Gorgona ospita dal 1869 una Casa di Reclusione ad indirizzo agricolo-zootecnico, un tempo definitacolonia agricola penale. Sempre intorno agli inizi del 1800 risale anche l’arrivo di alcune famiglie dalla lucchesia che probabilmente si integrarono con nuclei di abitanti preesistenti. Erano gli anni in cui la pesca delle acciughe era un’attività importante per l’isola tanto che nel 1860 ben 600 barche di pescatori toscani, genovesi e napoletani erano impegnate in quest’attività. Angelo Biagio Biamonti ne fu il primo ed entusiasta direttore e dopo pochi anni dal suo arrivo pubblicò un opuscolo2 dove, oltre agli aspetti naturalistici e a varie osservazioni su attività e strutture, annotò che:

“In una Colonia, a preferenza d’ogni altro luogo, sarebbesi con maggior facilità potuto ottenere il rigeneramento morale del condannato”.

Qualche anno dopo l’istituzione della colonia penale un certo Volpini, professore di un istituto tecnico, visitò l’isola restituendoci poi una preziosa immagine di quello che vide:

“Vi è una concia di pelli, la quale basta per il consumo dei 310 detenuti e presto aprirà una via anche all’esportazione; si fabbrica il sapone, che supplisce ai non piccoli bisogni della Colonia; quivi si fabbricano cappelli di paglia e anche di lana tosata da un gregge che pascola sopra quei colli; e cappelli pure di pelo di coniglio, che vive e si riproduce in abbondanza in una ben intesa conigliera. Fu utilizzata una pietra atta a far buona calcina, come pure una terra per far mattoni e altri oggetti laterizi, le quali cose ognun conosce quanto vantaggio arrechino a stabilimenti di quest genere. Tutto insomma che può abbisognare agli abitanti della Colonia, ivi si fabbrica, si perfeziona ancora, e se ne ritrae utilità e comodo incalcolabile. La macellazione del bestiame, la pollicultura, l’allevamento dei bovi, delle pecore, delle capre, e degli animali suini rendono la Colonia quasi indipendente da ogni altro luogo per le sue industrie e prodotti, e la fanno, e tanto più la faranno in un prossimo avvenire ricca, bella in tutto e feconda.”

Lavorare, imparare e guadagnare 

Oggi, come in passato, a tutti i detenuti di Gorgona è garantito un lavoro remunerato e uno speciale regime di libertà di movimento. Le persone che chiedono di essere trasferite sull’isola devono soddisfare particolari caratteristiche inerenti la tipologia del reato, la definitività della pena e il relativo residuo, il percorso trattamentale già intrapreso, la buona condotta, la capacità lavorativa e lo stato di salute. In un’area dell’isola, dai confini non ben definiti e chiamata Agricola sono allevati tutti i principali animali domestici: bovini da latte, pecore capre, maiali, conigli, cavalli, volatili vari e api. Dal 1993 gli animali sono curati con la medicina omeopatica che ha dimostrato anche in questa realtà i molti vantaggi che può offrire sia in termini curativi che di tutela ambientale, di risparmio economico e di qualità delle relazioni.

Sull’isola è presente anche un caseificio e una macelleria. Si coltivano ortaggi e frutta per il consumo interno e, seppur in modo non sistematico, piante aromatiche e officinali (come l’aloe). Una cantina modernamente attrezzata produce vino proveniente da una vigna impiantata in tempi recenti. Un bell’anfiteatro a terrazzamenti è occupato da un antico oliveto e quasi un migliaio di piante più giovani è distribuito invece in altre parti dell’isola. Da pochi anni è presente anche un frantoio per le olive. Dal 2001 è attivo un impianto di laboratorio di biologia marina e acquacoltura. Molte altre attività garantiscono autonomia e contribuiscono alla formazione lavorativa delle persone (officina meccanica, edilizia, falegnameria, panificio, impiantistica idraulica ed elettrica pesca, etc.).

Ogni specie animale è affidata ad uno o più detenuti che si occupano di ogni loro primaria necessità. C’è poi chi si dedica all’orto, al mulino, al caseificio, al macello, agli olivi, alla cantina, ai trattori e così via. Tutto questo gruppo di detenuti è seguito e controllato dagli agenti dell’Agricola. Nonostante “su all’Agricola”, come si dice, si producano tante cose e i prodotti sono in genere molto apprezzati e richiesti, le finalità dell’isola non sono in primo luogo produttive ma trattamentali e riabilitative. I detenuti hanno la possibilità di lavorare e di imparare anche nuovi mestieri. Le giornate si svolgono spesso all’aria aperta e, in generale, la qualità della vita è molto alta rispetto agli standard delle carceri chiusi.

A fronte di questi vantaggi esiste il problema della distanza dalle famiglie e della difficoltà dei collegamenti. I detenuti possono svolgere un colloquio settimanale con i parenti che possono accedere all’isola utilizzando il traghetto di linea. Dal 1998 Gorgona è inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e ne rappresenta una preziosa risorsa ancora non completamente valorizzata. Quindi l’anima di Gorgona si arricchisce e appare come isola fisica, carcere, azienda agricola e parco. Anche per questo motivo e per molti anni Gorgona è stata visitata regolarmente con delle gite organizzate che la raggiungevano attraverso la nave del martedì. I visitatori erano accompagnati dalle guide della Cooperativa Parco Naturale Isola di Gorgona e scortate da un agente. Grazie a questa possibilità migliaia di persone (adulti e ragazzi) hanno potuto conoscere l’isola e trovare concentrati in un’unica realtà, oltre agli aspetti storico-naturalistici, anche quelli produttivi e sociali. Una straordinaria opportunità che nessuno avrebbe più dimenticato.

Sguardi lontani

È interessante segnalare che dall’altro capo del mondo, nell’oceano pacifico colombiano, esiste un’altra isola chiamata Gorgona e che ne ha condiviso, oltre al nome, anche la vocazione. Infatti, nel 1959 Rojas Pinillas, dittatore colombiano, dichiarò la Isla Gorgona carcere di massima sicurezza. Ha una superficie di 50 mila ettari con una foresta rigogliosa e con un alto grado di biodiversità. Nel 1983 è diventata anch’essa Parco Nazionale. Guardando, infine, verso la terraferma osserviamo che la nostra Gorgona appartiene ad una regione, la Toscana, che tra le tante iniziative si distingue anche per due aspetti che in qualche modo si intrecciano alle sue vicende: il sostegno alle

a. politiche di integrazione delle Medicine non Convenzionali/Medicine Complementari (MnC/MC) nell’ambito del Sistema Sanitario Regionale.

b. la creazione di una rete di Agricoltura Sociale promossa dall’ARSIA (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione nel settore Agricolo-Forestale) in collaborazione con l’Università di Pisa, le organizzazioni di categoria e le associazioni dei produttori biologici toscani.

Alcuni segnali incoraggianti, ci indicano che Medicine Non Convenzionali Agricoltura Sociale possono essere importanti elementi di attivazione di percorsi di inclusione sociale per i detenuti di Gorgona e una traccia di lavoro anche per altre realtà. L’anima di Gorgona osserva con interesse il mondo che la circonda e si affida al lento respiro del mare per mettersi in comunicazione con tutte le persone di buona volontà.

(Tratto dal libro di Marco Verdone: IL RESPIRO DI GORGONA – Storie di uomini, animali e omeopatia nell’ultima isola carcere italiana – Libreria Editrice Fiorentina – Firenze, 2008)

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NOTA: Bisogna aggiungere che oggi sono cambiati diversi aspetti dell’isola anche in seguito ad alcuni episodi traumatici che si sono verificati in Gorgona nel 2004. Anche la stessa gestione delle produzioni agro-zootecniche è mutata cercando di aderire maggiormente ad alcuni criteri normativi, di sostenibilità, di razionalità e di etica (vedi anche le altre sezioni).